Femminismo e lavoro sociale: un binomio complesso

Il corso si propone di approfondire con tutte/i coloro che lavorano nel sociale o nell’ambito della cooperazione internazionale alcune tematiche relative all’utilizzo di una metodologia femminista nello sviluppo e nella realizzazione di progetti sociali.

La data prevista di apertura del corso è venerdì 30 marzo.

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Partendo dall’identificazione delle problematiche legate alle disuguaglianze, agli squilibri di potere, all’esclusione, alla marginalità e alla discriminazione che caratterizzano la nostra società, ragioneremo insieme sulle possibili strategie d’intervento nei contesti di lavoro concreti.

Le/i partecipanti riceveranno una formazione trasversale che fornirà loro gli strumenti per riflettere criticamente sul proprio lavoro e sul proprio ruolo di operatori sociali, sull’interazione con le persone a cui il progetto è rivolto e con il team di lavoro, su come riconoscere e scardinare dinamiche di potere dannose che inquinano le relazioni, gli obbiettivi e i risultati che si possono raggiungere perpetuando situazioni di ingiustizia ed emarginazione.

Il corso, oltre ad offrire una panoramica delle possibili applicazioni di un approccio femminista nel lavoro sociale, darà spazio anche ad una critica delle pratiche di intervento attuate nei progetti sociali specifici rivolti alle donne, oggi sempre più diffusi.

È un corso aperto e rivolto a tutte/i: a studentesse/studenti, assistenti sociali, educatrici/educatori, attiviste/i, mediatrici/mediatori interculturali, volontarie/i e chiunque sia interessata/o e operi nel terzo settore o lotti e collabori a fianco di gruppi oppressi.

Prima lezione: L’approccio femminista nel lavoro sociale: concetti di base

Introdurremo i concetti di base su cui rifletteremo insieme durante tutto il percorso: parleremo della costruzione del genere e di come gli stereotipi e le disuguaglianze di genere (unite alle discriminazioni in base a etnia, religione, classe sociale, orientamento e identità sessuale) influiscano profondamente sulla disparità di diritti, sulla possibilità di accesso al lavoro, all’educazione e ai servizi, sulle disuguaglianze economiche e sociali della società contemporanea. 

Cosa intendiamo per approccio femminista nel lavoro sociale e perché è così importante? Parleremo dell’approccio femminista come metodo che ci consente di mettere al centro dell’analisi e delle pratiche di lavoro la lotta alle disuguaglianze di potere, superando le facili generalizzazioni e rappresentazioni riguardo “l’altra/o”. Identificheremo inoltre i modelli tradizionali basati su una divisione sessuale dei ruoli e discuteremo in maniera concreta gli squilibri di potere e le disparità di vantaggi. Inoltre, in apertura del corso, ci avvarremo delle testimonianze di due attiviste che lavorano con gruppi marginalizzati.

Seconda lezione: Il posizionamento dell’operatrice/operatore sociale

Siamo davvero sicuri che il nostro ruolo lavorativo sia neutrale? Durante questa seconda lezione, ragioneremo criticamente sulla figura dell’operatrice/operatore sociale, ovvero sul suo posizionamento rispetto al contesto in cui opera. Situandoci noi stesse/i al centro dell’analisi e partendo dal presupposto che non esiste “la neutralità” dell’operatrice/operatore sociale, ragioneremo sulla nostra identità come soggetti situati per decostruire l’universalismo che caratterizza il discorso maggioritario e le strutture esistenti, riconoscere la natura circoscritta del nostro patrimonio esperienziale e rinunciare alla presunzione della validità assoluta del nostro punto di vista.

Terza lezione: La costruzione di un linguaggio non sessista

Il linguaggio è un mezzo potentissimo che permette non solo di descrivere la realtà che ci circonda, ma anche di plasmarla e condizionarla. Nel lavoro sociale è quindi più che mai necessario riflettere sull’uso critico del linguaggio, elaborando alternative che permettano di valorizzare allo stesso modo l’identità, la soggettività e i ruoli. In questa terza lezione, verranno forniti strumenti utili a superare stereotipi e rappresentazioni sessiste e razziste e a riconoscere le disuguaglianze veicolate e riprodotte dall’utilizzo “normativo” di un linguaggio patriarcale, elitario ed escludente.

Quarta lezione: La “trappola” dell’empowerment femminile

Cosa significano i termini “empowerment” e “agency”? Anche nell’ambito del lavoro sociale e della cooperazione internazionale si assiste spesso ad un utilizzo errato o superficiale di questi termini, oggi diventati “di moda” e quindi svuotati di senso o declinati in chiave essenzialista, spesso appropriati in maniera paternalistica dai gruppi dominanti per continuare a perpetuare dinamiche di potere non equilibrate.

In questa lezione analizzeremo criticamente il significato di questi termini e l’applicazione che spesso ne viene fatta all’interno delle campagne pubblicitarie e dei progetti sociali e di cooperazione internazionale rivolti a gruppi minoritari e oppressi. Rifletteremo inoltre sulla necessità di un cambio radicale nell’approccio e in che maniera questo possa (e debba) avvenire! Contribuiranno alla critica, attraverso l’analisi delle proprie esperienze lavorative, attiviste e professioniste nell’ambito del sociale.

Quinta lezione: Discussione di casi concreti

Dedicheremo questa occasione ad una vera a propria tavola rotonda tra i partecipanti, durante la quale condivideremo esperienze concrete di vita e ci confronteremo sulle problematiche incontrate durante il nostro lavoro. Sarà uno spazio orizzontale in cui ciascuna/o di noi potrà intervenire per dare voce a dubbi e pensieri, ma anche portare alla luce problematiche e proporre alternative. Sarà un’occasione per riflettere collettivamente sugli argomenti trattati nel corso delle lezioni precedenti.

Sesta lezione: Elaborazione di proposte

In questa ultima lezione, ci dedicheremo all’elaborazione di proposte che riteniamo applicabili nella nostra realtà lavorativa di tutti i giorni. Presteremo particolare attenzione alla decostruzione delle relazioni asimmetriche di potere all’interno delle nostre stesse pratiche di lavoro e più in generale nell’ambito del sociale. L’obbiettivo è quello di scambiare buone pratiche, idee, modelli ideologici e operativi che potremo poi sperimentare sul campo, adattandoli al contesto in cui ci troviamo a lavorare.

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