Un percorso di sviluppo basato sull’autostima

Come e perché hai fondato questa Associazione oltre 10 anni fa?

Prima di fondare quest’associazione, ho lavorato come volontaria in un’altra. Si occupavano di alcune questioni molto importanti, ma noi donne non eravamo al centro delle attività. Non so perché. Se non volessero occuparsi delle nostre questioni o se pensassero che per noi le cose andavano bene così com’erano. Prendevano decisioni riguardo la situazione delle donne rom senza mai chiederci un parere. In tante pensavamo la stessa cosa rispetto a questa situazione, e ci siamo rese conto che mancava un altro tipo rivendicazione. Perciò abbiamo deciso di fondare un’organizzazione che si occupasse esattamente di questo.

C’erano delle associazioni di donne rom che conoscevi o che ti potessero aiutare all’inizio?

Assolutamente no, anzi nel primo periodo non sono riuscita a trovare nessuna comunità o organizzazione che ci potesse aiutare, darci dei consigli. Siamo state molto sole, inizialmente è stato molto difficile. Abbiamo dovuto superare molti ostacoli, tanti cercavano di boicottarci.

In che modo avete cercato di coinvolgere le donne in questo primo periodo d’attività?

All’inizio i metodi non erano molto coscienti né strutturati bene, perché eravamo persone senza esperienza nel mondo dei movimenti, delle rivendicazioni. Lavoravamo basandoci sull’istinto. Prima di tutto abbiamo dovuto impiegare le nostre energie per costringerci a continuare, a non mollare, perché era davvero difficile anche da un punto di vista emozionale con tutti gli attacchi che abbiamo subito da parte di altre persone. Partendo da quest’immagine che ci era stata cucita addosso di “nemiche”, abbiamo dovuto creare tante situazioni in cui poter parlare delle nostre idee e delle nostre intenzioni. Ci hanno accusato di voler dividere le famiglie, ma noi volevamo tutt’altro. Abbiamo cercato di far capire che l’Associazione si proponeva come un appoggio forte alle famiglie. Anche per la mia famiglia è stato difficile far comprendere perché volevo questo tipo di organizzazione. Ho dovuto tranquillizzarle/i che la mia intenzione non era dar vita ad una ribellione all’interno della comunità, ma aprire una strada diversa per appoggiare le donne rom.

Un estratto dell’intervista ad Anna Várnai, presidentessa dell’Associazione Színes Gyöngyök, Ungheria. La versione completa dell’intervista in italiano in cui Anna ci spiega l’importanza di un percorso di sviluppo basato sull’autostima fa parte del nostro corso Femminismo e lavoro sociale: un binomio complesso. La versione originale dell’intervista è stata pubblicata in lingua inglese all’interno del manuale “Let us empower ourselves!” Handbook of the experiences in Roma women’s empowerment”, ovvero “Lasciateci emancipare da sole! Manuale sulle esperienze di empowerment delle donne rom”. 

Női szerepek, önismeret, alkotás

Művészeti módszerek női csoportokban

4 modulból álló online kurzus

vezeti: Lakatos Réka és Baracsi Kitti

várható időpont: április 9.

ár: március 15-ig 8000 HUF, március 15. után 10 000 HUF

A kurzus során (kevéssé ismert, illetve alulértékelt) művésznők történeteiből és alkotásaiból kindulva dolgozunk fel női szerepekkel kapcsolatos kérdéseket, méghozzá az alkotás élményén keresztül. Szó lesz arról is, hogyan tudjátok ezt a módszert női csoportokkal végzett közösségi munkában alkalmazni.

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A hamarosan induló online kurzus művészeti részét Lakatos Réka textilművész vezeti majd. Ha szeretnél többet tudni Rékáról és munkáiról, keresd fel a weboldalát.

Amennyiben szívesen részt vennél a kurzuson vagy hasonló online ill. hagyományos workshopokon, írj nekünk, örömmel tájékoztatunk a részletekről.

Ripensare il femminile attraverso l’arte

Metodi nel lavoro comunitario con gruppi di ragazze/donne

Artiste straordinarie (e troppo spesso sottovalutate dalla storia!) saranno le protagoniste nel nostro prossimo corso in uscita, all’interno del quale approfondiremo la riflessione sui ruoli della donna attraverso un processo collaborativo di creazione artistica. Il corso si concentrerà infatti sugli aspetti metodologici, promuovendo l’utilizzo dell’arte applicata come metodo nel lavoro comunitario con gruppi di ragazze/donne.

Volete cogliere un’occasione di “imparare facendo”, di riflettere su voi stesse tramite il processo creativo? Il corso sarà coordinato da Réka Lakatos, artista tessile transilvana che oggi vive e lavora in Andalusia. Per sapere di più su Réka e sul suo lavoro: artreka

Se volete ulteriori informazioni riguardo il corso online o laboratori simili, anche presenziali, scriveteci e saremo liete di darvi maggiori informazioni in merito!

Pacchetto di 3 corsi

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L’offerta del Pacchetto di 3 corsi resterà valida fino a domenica 4 marzo!

Femminismo e lavoro sociale: un binomio complesso  (data prevista: 15 marzo)

Il corso si propone di approfondire con tutti coloro che lavorano nel sociale o nell’ambito della cooperazione internazionale alcune tematiche relative all’utilizzo di una metodologia femminista nello sviluppo e nella realizzazione di progetti sociali.

Educazione sessuale e co-educazione all’uguaglianza: buone pratiche da diversi contesti del mondo (data prevista: 25 aprile)

Il corso ha come principale obbiettivo quello di illustrare i principi della co-educazione all’uguaglianza, volti all’apprendimento di buone pratiche di educazione sessuale ed affettiva provenienti da diversi contesti del mondo e applicabili nel lavoro con gruppi di bambine/i e adolescenti.

Metodi collaborativi nelle pratiche di lavoro e ricerca sociale (data prevista: 22 maggio)

Attraverso questo corso, esploreremo l’applicazione di diversi e molteplici metodi e processi collaborativi come strumenti per lavorare in gruppo e favorire la riflessione collettiva.

Tutti i corsi sono pensati e strutturati ai fini di un approfondimento teorico e soprattutto di un’applicazione pratica di metodologie e approcci presentati direttamente da chi queste metodologie le applica quotidianamente nel proprio lavoro, nella speranza che costituiscano una base di scambio e diffusione di saperi concreti e buone pratiche da portare nei contesti locali e nell’attivismo quotidiano.

ISCRIZIONI APERTE FINO AL 28 FEBBRAIO 2018!

Questo sconto ha un doppio significato politico: innanzitutto è stato pensato per garantire l’accesso a ben 3 dei nostri corsi a chiunque sia interessata/o mantenendo prezzi accessibili, in secondo luogo servirà a far crescere il nostro progetto. Il nostro obbiettivo è quello di proporre nuovi corsi e ampliare la nostra offerta formativa a lungo termine includendo nuove tematiche e saperi!

Per iscrivervi all’offerta, inserite i vostri dati e la vostra mail su questo formulario:

 

 

Metodi collaborativi nelle pratiche di lavoro e ricerca sociale

Attraverso questo corso, esploreremo l’applicazione di diversi e molteplici metodi e processi collaborativi come strumenti per lavorare in gruppo e favorire la riflessione collettiva. Partendo dal presupposto che queste metodologie possono essere applicate per favorire un lavoro di interazione e scambio su qualsiasi tematica, il corso offrirà un’ampia panoramica riguardo principi, obbiettivi, benefici dei processi collaborativi e la loro applicazione nei contesti concreti.
Nel corso dei 5 moduli previsti, si illustreranno infatti le basi della teoria della partecipazione e della collaborazione, discutendone possibili (talvolta discordanti) definizioni e approcci.
Verranno inoltre esplorati i risultati positivi derivanti dall’utilizzo di pratiche di ricerca collaborativa con gruppi di adulti/e e/o gruppi di bambini/e (dentro e fuori il contesto scolastico).
Presenteremo i principi e le strategie di messa in pratica del Cooperative Learning come sistema applicabile su vari livelli e dell’utilizzo di cartografie critiche e teatro comunitario come approcci finalizzati allo scambio di esperienze, conoscenze e saperi e alla risoluzione di conflitti.

Educazione sessuale e co-educazione all’uguaglianza

Buone pratiche da diversi contesti del mondo

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Il corso si propone di illustrare i principi della co-educazione all’uguaglianza, volti all’apprendimento di buone pratiche di educazione sessuale ed affettiva provenienti da diversi contesti del mondo e applicabili nel lavoro con gruppi di bambine/i e adolescenti.
Contribuiranno infatti alla formazione professioniste/i ed esperte/i del settore che da anni lavorano sull’educazione ad una sessualità sana, serena, egualitaria e consapevole tramite molteplici progetti diretti a giovani, bambini/e e adolescenti, sia nel contesto scolastico che extra-scolastico.
Il corso si focalizza sulle teorie e pratiche della co-educazione all’uguaglianza e sulle diverse modalità per introdurre l’educazione sessuale in gruppi di diverse fasce d’età durante l’infanzia e presentando laboratori specifici e proposte diversificate rivolte all’adolescenza. Oltre ad offrire una panoramica delle diverse pratiche concrete applicabili durante incontri presenziali di gruppo, un’attenzione particolare sarà dedicata alle pratiche di cyber-educazione (tramite l’analisi di cartoni animati, video e fumetti pensati appositamente per affrontare queste tematiche durante l’infanzia).

Potete acquistare il corso per 45 euro entro e non oltre il 20 luglio! Il corso avrà inizio in data 24 luglio. Riceverete i dettagli di pagamento/fruizione una volta inviato il formulario.

Potete trovare questo corso anche in offerta in un pacchetto di 2 corsi: ‘Educazione sessuale e co-educazione all’uguaglianza + Femminismo e lavoro sociale’.

Formulario d’iscrizione*

*Abbiamo notato che a volte le nostre e-mail contenenti le informazioni riguardo all’acquisto dei corsi finiscono nello spam. Vi chiediamo pertanto, per evitare problemi di comunicazione, di controllare attentamente lo spam nella vostra casella di posta.

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Esperienza all’estero

Offriamo un servizio di consulenza per chi vuole vivere un’esperienza di studio, tirocinio, volontariato all’estero. Riteniamo che partecipare ad una di queste attività in un Paese straniero sia importante per lo sviluppo di una coscienza critica, l’arricchimento del proprio bagaglio culturale ed esperienziale e per maturare un approccio curioso e aperto alle complesse dinamiche della società contemporanea.
Sulla base del vostro profilo, delle vostre capacità e passioni, dei vostri obbiettivi professionali, vi forniremo informazioni sulle diverse possibilità di mobilità a cui potete accedere e vi indirizzeremo verso i percorsi disponibili e più adatti alle vostre ambizioni ed esperienze.
Inoltre, se deciderete di prendere parte a uno di questi progetti, vi offrireremo una guida personalizzata e tutti i consigli tecnici per migliorare la vostra candidatura (come completare al meglio un’application, come scrivere lettere di presentazione e motivazionali, come arricchire un curriculum…). I servizi offerti sono personalizzati in base alle vostre richieste!

Per avere ulteriori informazioni rispetto a questo servizio, potete iscrivervi tramite il formulario:

 

Femminismo e lavoro sociale: un binomio complesso

Il corso si propone di approfondire con tutte/i coloro che lavorano nel sociale o nell’ambito della cooperazione internazionale alcune tematiche relative all’utilizzo di una metodologia femminista nello sviluppo e nella realizzazione di progetti sociali.

La data prevista di apertura del corso è venerdì 30 marzo.

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Partendo dall’identificazione delle problematiche legate alle disuguaglianze, agli squilibri di potere, all’esclusione, alla marginalità e alla discriminazione che caratterizzano la nostra società, ragioneremo insieme sulle possibili strategie d’intervento nei contesti di lavoro concreti.

Le/i partecipanti riceveranno una formazione trasversale che fornirà loro gli strumenti per riflettere criticamente sul proprio lavoro e sul proprio ruolo di operatori sociali, sull’interazione con le persone a cui il progetto è rivolto e con il team di lavoro, su come riconoscere e scardinare dinamiche di potere dannose che inquinano le relazioni, gli obbiettivi e i risultati che si possono raggiungere perpetuando situazioni di ingiustizia ed emarginazione.

Il corso, oltre ad offrire una panoramica delle possibili applicazioni di un approccio femminista nel lavoro sociale, darà spazio anche ad una critica delle pratiche di intervento attuate nei progetti sociali specifici rivolti alle donne, oggi sempre più diffusi.

È un corso aperto e rivolto a tutte/i: a studentesse/studenti, assistenti sociali, educatrici/educatori, attiviste/i, mediatrici/mediatori interculturali, volontarie/i e chiunque sia interessata/o e operi nel terzo settore o lotti e collabori a fianco di gruppi oppressi.

Prima lezione: L’approccio femminista nel lavoro sociale: concetti di base

Introdurremo i concetti di base su cui rifletteremo insieme durante tutto il percorso: parleremo della costruzione del genere e di come gli stereotipi e le disuguaglianze di genere (unite alle discriminazioni in base a etnia, religione, classe sociale, orientamento e identità sessuale) influiscano profondamente sulla disparità di diritti, sulla possibilità di accesso al lavoro, all’educazione e ai servizi, sulle disuguaglianze economiche e sociali della società contemporanea. 

Cosa intendiamo per approccio femminista nel lavoro sociale e perché è così importante? Parleremo dell’approccio femminista come metodo che ci consente di mettere al centro dell’analisi e delle pratiche di lavoro la lotta alle disuguaglianze di potere, superando le facili generalizzazioni e rappresentazioni riguardo “l’altra/o”. Identificheremo inoltre i modelli tradizionali basati su una divisione sessuale dei ruoli e discuteremo in maniera concreta gli squilibri di potere e le disparità di vantaggi. Inoltre, in apertura del corso, ci avvarremo delle testimonianze di due attiviste che lavorano con gruppi marginalizzati.

Seconda lezione: Il posizionamento dell’operatrice/operatore sociale

Siamo davvero sicuri che il nostro ruolo lavorativo sia neutrale? Durante questa seconda lezione, ragioneremo criticamente sulla figura dell’operatrice/operatore sociale, ovvero sul suo posizionamento rispetto al contesto in cui opera. Situandoci noi stesse/i al centro dell’analisi e partendo dal presupposto che non esiste “la neutralità” dell’operatrice/operatore sociale, ragioneremo sulla nostra identità come soggetti situati per decostruire l’universalismo che caratterizza il discorso maggioritario e le strutture esistenti, riconoscere la natura circoscritta del nostro patrimonio esperienziale e rinunciare alla presunzione della validità assoluta del nostro punto di vista.

Terza lezione: La costruzione di un linguaggio non sessista

Il linguaggio è un mezzo potentissimo che permette non solo di descrivere la realtà che ci circonda, ma anche di plasmarla e condizionarla. Nel lavoro sociale è quindi più che mai necessario riflettere sull’uso critico del linguaggio, elaborando alternative che permettano di valorizzare allo stesso modo l’identità, la soggettività e i ruoli. In questa terza lezione, verranno forniti strumenti utili a superare stereotipi e rappresentazioni sessiste e razziste e a riconoscere le disuguaglianze veicolate e riprodotte dall’utilizzo “normativo” di un linguaggio patriarcale, elitario ed escludente.

Quarta lezione: La “trappola” dell’empowerment femminile

Cosa significano i termini “empowerment” e “agency”? Anche nell’ambito del lavoro sociale e della cooperazione internazionale si assiste spesso ad un utilizzo errato o superficiale di questi termini, oggi diventati “di moda” e quindi svuotati di senso o declinati in chiave essenzialista, spesso appropriati in maniera paternalistica dai gruppi dominanti per continuare a perpetuare dinamiche di potere non equilibrate.

In questa lezione analizzeremo criticamente il significato di questi termini e l’applicazione che spesso ne viene fatta all’interno delle campagne pubblicitarie e dei progetti sociali e di cooperazione internazionale rivolti a gruppi minoritari e oppressi. Rifletteremo inoltre sulla necessità di un cambio radicale nell’approccio e in che maniera questo possa (e debba) avvenire! Contribuiranno alla critica, attraverso l’analisi delle proprie esperienze lavorative, attiviste e professioniste nell’ambito del sociale.

Quinta lezione: Discussione di casi concreti

Dedicheremo questa occasione ad una vera a propria tavola rotonda tra i partecipanti, durante la quale condivideremo esperienze concrete di vita e ci confronteremo sulle problematiche incontrate durante il nostro lavoro. Sarà uno spazio orizzontale in cui ciascuna/o di noi potrà intervenire per dare voce a dubbi e pensieri, ma anche portare alla luce problematiche e proporre alternative. Sarà un’occasione per riflettere collettivamente sugli argomenti trattati nel corso delle lezioni precedenti.

Sesta lezione: Elaborazione di proposte

In questa ultima lezione, ci dedicheremo all’elaborazione di proposte che riteniamo applicabili nella nostra realtà lavorativa di tutti i giorni. Presteremo particolare attenzione alla decostruzione delle relazioni asimmetriche di potere all’interno delle nostre stesse pratiche di lavoro e più in generale nell’ambito del sociale. L’obbiettivo è quello di scambiare buone pratiche, idee, modelli ideologici e operativi che potremo poi sperimentare sul campo, adattandoli al contesto in cui ci troviamo a lavorare.

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Il mito di empowerment femminile

Oggi vogliamo condividere un articolo del NYT (disponibile nella versione inglese e spagnola) che muove una critica all’impoverimento e alla manipolazione del concetto di “empowerment”.

Secondo l’autrice, Rafia Zakaria, in Occidente stiamo assistendo a un fenomeno per il quale la parola “empowerment” è diventata un’espressione di moda tra coloro che lavorano nell’ambito della cooperazione allo sviluppo, perdendo il suo aspetto più rilevante, ovvero quello della mobilitazione politica. Al suo posto è rimasta una definizione svuotata di senso, che non pone l’adeguata attenzione alle problematiche più profonde e significative riguardo l’uguaglianza di genere.
Parlare di empowerment femminile significava in origine parlare della necessità di trasformare la subordinazione di genere e di eliminare altre strutture di oppressione. Se è questo il significato che vogliamo tornare ad attribuire al concetto di empowerment nello scenario globale, è necessario sradicare la diffusa tendenza a una costante vittimizzazione della “donna non occidentale”, troppo spesso ridotta a mera rappresentazione simbolica: la vittima di stupro, la vedova di guerra, la sposa bambina…
Il presente articolo ci invita a smettere di considerare “apolitici” gli obbiettivi e le agende di sviluppo.
Il concetto di empowerment femminile ha bisogno di un riscatto immediato e urgente attraverso la promozione di una sorellanza globale forte, grazie alla quale nessuna donna possa più essere relegata alla passività e al silenzio!

In uno dei nostri corsi presto in uscita, riguardo l’approccio femminista nel lavoro sociale, ci sarà spazio per riflettere sul concetto di “empowerment” e verranno affrontate insieme questa ed altre questioni rilevanti. Diteci cosa ne pensate e restate connesse/i!