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Esperienza all’estero

Offriamo un servizio di consulenza per chi vuole vivere un’esperienza di studio, tirocinio, volontariato all’estero. Riteniamo che partecipare ad una di queste attività in un Paese straniero sia importante per lo sviluppo di una coscienza critica, l’arricchimento del proprio bagaglio culturale ed esperienziale e per maturare un approccio curioso e aperto alle complesse dinamiche della società contemporanea.
Sulla base del vostro profilo, delle vostre capacità e passioni, dei vostri obbiettivi professionali, vi forniremo informazioni sulle diverse possibilità di mobilità a cui potete accedere e vi indirizzeremo verso i percorsi disponibili e più adatti alle vostre ambizioni ed esperienze.
Inoltre, se deciderete di prendere parte a uno di questi progetti, vi offrireremo una guida personalizzata e tutti i consigli tecnici per migliorare la vostra candidatura (come completare al meglio un’application, come scrivere lettere di presentazione e motivazionali, come arricchire un curriculum…). I servizi offerti sono personalizzati in base alle vostre richieste!

Per avere ulteriori informazioni rispetto a questo servizio, potete iscrivervi tramite il formulario:

 

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Il mito di empowerment femminile

Oggi vogliamo condividere un articolo del NYT (disponibile nella versione inglese e spagnola) che muove una critica all’impoverimento e alla manipolazione del concetto di “empowerment”.

Secondo l’autrice, Rafia Zakaria, in Occidente stiamo assistendo a un fenomeno per il quale la parola “empowerment” è diventata un’espressione di moda tra coloro che lavorano nell’ambito della cooperazione allo sviluppo, perdendo il suo aspetto più rilevante, ovvero quello della mobilitazione politica. Al suo posto è rimasta una definizione svuotata di senso, che non pone l’adeguata attenzione alle problematiche più profonde e significative riguardo l’uguaglianza di genere.
Parlare di empowerment femminile significava in origine parlare della necessità di trasformare la subordinazione di genere e di eliminare altre strutture di oppressione. Se è questo il significato che vogliamo tornare ad attribuire al concetto di empowerment nello scenario globale, è necessario sradicare la diffusa tendenza a una costante vittimizzazione della “donna non occidentale”, troppo spesso ridotta a mera rappresentazione simbolica: la vittima di stupro, la vedova di guerra, la sposa bambina…
Il presente articolo ci invita a smettere di considerare “apolitici” gli obbiettivi e le agende di sviluppo.
Il concetto di empowerment femminile ha bisogno di un riscatto immediato e urgente attraverso la promozione di una sorellanza globale forte, grazie alla quale nessuna donna possa più essere relegata alla passività e al silenzio!

In uno dei nostri corsi presto in uscita, riguardo l’approccio femminista nel lavoro sociale, ci sarà spazio per riflettere sul concetto di “empowerment” e verranno affrontate insieme questa ed altre questioni rilevanti. Diteci cosa ne pensate e restate connesse/i!